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INSEGNAMENTI FONDAMENTALI 01 - TEORIA E MERCATO DEL DOPPIAGGIO 02 - LINGUAGGIO DEL CINEMA 03 - ANALISI DEL DIALOGO E TECNICHE DI SCRITTURA CREATIVA 04 - LINGUAGGIO DELLA TELEVISIONE 05 - ADATTAMENTO E TECNOLOGIA APPLICATA 06 - TRADUZIONE PER IL TEATRO 07 - SOTTOTITOLI 08 - ACCESSIBILITA' 09 - ANALISI CRITICA DELLA TRADUZIONE E DEL DOPPIAGGIO 10 - TRADUZIONE, LOCALIZZAZIONE E WWW WORKSHOP DI TRADUZIONE DEL DIALOGO W1 - FRANCESE W2 - SPAGNOLO W3 - TEDESCO W4 - RUSSO WORKSHOP DI ADATTAMENTO DEL DIALOGO PER IL DOPPIAGGIO W5 - ADATTAMENTO DEL DIALOGO PER IL DOPPIAGGIO ___________________________________________________________________________ 01 - TEORIA E MERCATO DEL DOPPIAGGIO Docenti responsabili Mario Paolinelli e Eleonora Di Fortunato Altri Docenti Coinvolti Georg Lyken, Danilo De Girolamo, Ahmad Khuddro Ore di didattica frontale 20 Ore di didattica alternativa 10 CONTENUTI Modulo A Teoria e Mercato del Doppiaggio Docenti Responsabili: Mario Paolinelli e Eleonora Di Fortunato Nel mondo occidentale, il cinema e l'audiovisivo sono senza dubbio i mezzi di comunicazione che godono di maggiore familiarità, prediletti sia da un pubblico che legge molto poco, sia da un'industria che ha capito sin da subito la potenzialità delle storie raccontate per immagini come veicolo di valori, abitudini e bisogni. Il corso si propone di analizzare, anche attraverso esercitazioni pratiche, le peculiarità della trasposizione linguistica dell'audiovisivo rispetto alla traduzione letteraria o teatrale, nonché di offrire un panorama della catena dei processi commerciali e produttivi, nazionali e internazionali, in cui si colloca il doppiaggio. Bibliografia La questione doppiaggio, a cura di Eleonora Di Fortunato e Mario Paolinelli (Roma, AIDAC '97) Il doppiaggio, a cura di Alberto Castellano (Roma, AIDAC 2002) Tradurre per il doppiaggio, di Eleonora Di Fortunato e Mario Paolinelli (Milano, Hoepli '05) siti di riferimento www.asinc.it www.aidac.it Modulo B Coproduzioni internazionali Docente responsabile Georg Lyken Modulo C Voice-Over Docente responsabile Ahmad Khuddro This course aims at training students on how to do voice overs. Voice over is a skill, and an art in itself, and the course is based more on practice than theory. The course is divided into ten sessions. They discuss the following topics: 1- Familiarity with technical equipment in the studio (using lip mic, clip mic or boom mic, paper rustling, glass of water, script changing, rehearsing etc.); 2- Voice-over Scripting (command of language, choice of words, timing, emphasis, type of language used, audience, tempo, fluency, tongue twisters) and intonation & types of pauses; 3- Delivery as for sound-bites or pure narration (artist's confidence, acting - breath control, volume as to which level to use when reading the voice over - from mouth, neck or chest); 4- Style (informative, didactic for a descriptive text - instructions video; informal, casual, exciting & inviting as in a sports show); 5- Finally, Types of Texts: Commercial & marketing (promos, opening titles of a programme like a quiz show) and documentary. Bibliografia Daniel Pageon, The World of the Voiceover, (Actors World Production: London, 2007). Modulo D Il Doppiaggio in Pratica Docente Responsabile Danilo De Girolamo inizio pagina
____________________________________________________________________________02 - LINGUAGGIO DEL CINEMA Docente responsabile Aldo Viganò Altri Docenti Coinvolti Federico Federici, Marco Cipolloni, Laurence Kamoun, Alessandro Quadretti, Iacopo Di Girolamo Ore di didattica frontale 25 Ore di didattica alternativa 15 + 5 CONTENUTI Modulo A Linguaggio del Cinema Docente Responsabile: Aldo Viganò Introduzione alla conoscenza del linguaggio delle immagini in movimento. Senso e interpretazione delle immagini cinematografiche. Arte e industria. Cinema e comunicazione di massa. Specificità del linguaggio cinematografico. Metodi d'indagine e problematicità dell'interpretazione. Cosa rappresentata e rappresentazione della cosa. Le strutture del linguaggio: dalla luce all'inquadratura e da questa alla sequenza; il montaggio e la costruzione del senso; immagine, suono e racconto. Grammatica e sintassi del cinema: linguaggio senza lingua? Spazio e tempo cinematografici. Arte figurativa e comunicazione drammaturgica. La narrazione e lo stile. I punti di vista: oggettiva e soggettiva. Presa diretta, play-back, doppiaggio. La parola e l'immagine. I "generi" come forma organizzatrice del discorso. Spettacolo e conoscenza. Verso la conquista di uno sguardo consapevole. Il ruolo dello spettatore nella comunicazione cinematografica. Le lezioni saranno svolte con un ampio uso di riferimenti testuali. Analisi e scomposizione delle immagini in movimento. Esempi di strutture narrative "classiche" e "moderne". Bibliografia Costa Antonio, Saper vedere il cinema, Bompiani, Milano 1985 Campari Roberto, Il racconto del film. Generi, personaggi, immagini, Laterza, Bari 1983 Kaminsky Stuart M., Generi cinematografici americani, Pratiche Editrice, Parma 1994 Bazin André, Che cosa e' il cinema?, Garzanti, Milano 1973 Modulo B Incontri, matrimoni, e divorzi: giochi di coppia tra letterati e registi Docente responsabile Federico Federici Dal linguaggio letterario alla grammatica multimodale attraverso un'analisi di elementi linguistici caratteristici dell'italiano trasmesso, i due seminari analizzeranno alcuni rapporti scomodi tra linguaggio letterario e linguaggio filmico. Due obbiettivi si vogliono perseguire in parallelo: se sia possibile scoprire nessi d'ispirazione tra scritti di successo e film di successo in Italia; se si possa analizzare il complesso linguaggio filmico delle trasposizioni in funzione della circolazione del cinema italiano all'estero. Per questi obiettivi si è scelta una casistica non di generi ma di tipi: il mancato successo della narrativa di Italo Calvino in trasposizioni filmiche; il successo di narrativa contemporanea nei film di Gabriele Salvatores. I criteri di analisi concerteranno considerazioni estetiche, narratologiche, e connessioni con la spinosa questione del "successo" (il cinema o i film senza spettatori non sopravvivono). Il punto d'arrivo del viaggio sarà un'analisi multimodale del docu-film di Sabina Guzzanti e di alcune scene dai film precedentemente analizzati per sottolineare l'impatto che il linguaggio nel film ha sulla trasmissibilità del linguaggio filmico. Si concluderà prendendo in esame scene chiave analizzate per gli altri film e l'impatto che i sistemi di traduzione (in inglese) hanno avuto su di esse e sul linguaggio letterario e filmico d'origine. Assunto: 7 ore d'insegnamento corrispondono a 70 ore di studio indipendente. Valutazione: saggio breve di 2.000 parole su uno degli aspetti affrontati. Bibliografia Brunetta, Gian Piero (2004) Gli intellettuali italiani e il cinema, Milano: Bruno Mondadori. Racconti (in PDF): Calvino, Italo (1946) 'Furto in una pasticceria' -(1949) 'L'avventura di un soldato' -(1955/70) 'L'avventura di un fotografo' Filmografia Guzzanti, Sabina (2005) Viva Zapatero! Durata 80'. *Manfredi, Nino [Saturnino] (1963) L'avventura di un soldato. Durata 24'. Episodio in L'amore difficile *Maselli, Francesco (1983) L'avventura di un fotografo. Durata 62' - RAI3. Monicelli, Mario (1958) I soliti ignoti. Durata 106'. Salvatores, Gabriele (2003) Io non ho paura. Durata 108'. ? (2005) Quo vadis, Baby? Durata 105'. *Quilici, Folco (1961), Tikoyo e il suo pescecane. Durata 100'. * I titoli con asterisco sono difficilmente reperibili e verranno forniti a gennaio 2008 in formato DVD per essere messi a disposizione degli studenti. Modulo C Spaghetti Western Docente responsabile Marco Cipolloni Modulo D Il Cinema italiano d'autore degli ultimi anni Docente responsabile Alessandro Quadretti Il corso si propone di delineare un percorso critico/storico all'interno della più recente produzione cinematografica italiana d'autore, sottolineando il carattere innovativo, ma anche il debito verso i grandi maestri del passato, che caratterizza il lavoro di registi approdati da meno di 10 anni alla regia di lungometraggi. Il linguaggio, lo sguardo, la ricerca stilistica e la reinterpretazione dei generi, analizzati privilegiando un approccio concreto alle problematiche del sistema produttivo italiano contemporaneo, così da rendere comprensibile il rapporto tra creatività e contingenze pratiche. Alla visione di spezzoni di film farà seguito una dettagliata valutazione delle scelte di scrittura e di regia, in modo da comprendere la natura e le dinamiche delle fasi pre-produttive (scrittura e approccio alla messa in scena), produttive (riprese e direzione degli attori) e post-produttive (montaggio). Il corso non prevede una bibliografia consigliata poiché l'analisi si concentra su pellicole risalenti agli ultimi 5 anni, troppo recenti per essere state oggetto di studi critici rilevanti; inoltre, il docente predilige un approccio di tipo critico-tecnico dettato dalle sue competenze ed esperienze professionali anziché un approccio di critica cinematografica. Eventuali suggerimenti di lettura per l'approfondimento verranno forniti durante il corso. Modulo E Il Cortometraggio Docente responsabile Laurence Kamoun L'argomento trattato nel corso di questo modulo è il cortometraggio. Il corto è spesso utilizzato come rampa di lancio o esercizio di stile per tanti maestri del cinema. Ma che cos'è un cortometraggio? Quali sono le sue origini e quale è stato il suo percorso storico? Quale è stata la sua evoluzione fino alla forma attuale? Come si configura un cortometraggio ai giorni nostri? Come si costruisce un corto? Dove viene distribuito? Questi sono solo alcuni degli interrogativi ai quali cercheremo di dare una risposta nell'arco del corso. L'obbiettivo che ci si pone in questo modulo è di imparare ad orientarsi con cognizione di causa nell'ambiente specifico e individuare le possibilità di sbocchi lavorativi. Bibliografia I Corti - i migliori film brevi da tutto il mondo, a cura di Emanuela Bevilacqua - Einaudi - Torino - 2001 Modulo F Il Montaggio
Docente responsabile Francesca Gatta Modulo B La sceneggiatura Modulo C Dalla Sceneggiatura al piano regia L’analisi del rapporto tra scrittura cinematografica (soggetto e sceneggiatura) e la messa in scena (piano regia e tutto ciò che concerne la scelta delle inquadrature, la gestione degli attori, il mood fotografico, scenografico e sonoro), è fondamentale per acquisire consapevolezza rispetto al meccanismo creativo, sia nel suo esplicarsi in termini e modalità spesso variabili, sia nel suo essere sempre costretto ad una ri-definizione o trasformazione nel momento in cui l’idea deve farsi immagine. La visione di scene, la loro scomposizione in inquadrature e la lettura/analisi di testi specifici (sceneggiatura e piano regia, appunto), porteranno alla comprensione delle fasi pre-produttive e produttive, del rapporto che tra queste esiste e dell’imprevedibile ruolo della creatività, unico elemento in grado di spiegare le apparenti contraddizioni tra parola scritta e immagine. Per concludere, un breve esercizio di riprese e montaggio in classe fungerà da “dimostrazione” delle teorie precedentemente esposte. Modulo B La censura attraverso i generi in televisione Modulo C Serie televisive e censura Negli ultimi anni stiamo assistendo al successo di serie televisive caratterizzate da una commistione di generi che sembra essere divenuta l’ultima frontiera dell’intrattenimento in TV, almeno per quanto riguarda le produzioni anglo-americane. È diventato normale per i telespettatori trovarsi di fronte a elementi di umorismo nero, umorismo sessuale o sick humour anche all’interno di serie TV il cui principale obiettivo non è quello di provocare ilarità. Tuttavia, la solo relativa familiarità del pubblico italiano con la giustapposizione della commedia con scene a forte impatto emotivo, o viceversa, mette di fronte alla necessità di osservare se e in che modo gli elementi “stonati” rispetto ai temi principali della serie vengano trattati quando tali prodotti audiovisivi subiscono un prodotto di adattamento linguistico-culturale per il pubblico italiano. Partendo da studi precedenti sulla manipolazione e la censura di alcune serie TV statunitensi e da esempi concreti tratti da prodotti che presentano una commistione di generi tra drama e comedy, si illustreranno alcuni dei meccanismi alla base della manipolazione testuale di elementi considerati taboo nella cultura di arrivo (come il sesso, l’omosessualità, l’uso di droga, l’invalidità, ecc.), alla ricerca del labile confine tra censura istituzionale e auto-censura da parte degli addetti ai lavori. Bibliografia Billiani, Francesca (ed.). 2007. Modes of Censorship and Translation. National Contexts and Diverse Media. Manchester: St. Jerome Publishing. Mittell, Jason. (2006). “Narrative Complexity in Contemporary American Television.” The Velvet Light Trap 58, 29-40. Modulo D Totò e la censura Modulo E Buffy talk Modulo F Intorno alla telenovela Il modulo si prefigge i seguenti obiettivi: Descrizione delle principali caratteristiche di quei prodotti mediatici dell’industria culturale che sono le telenovelas. Esplorazione del territorio quasi totalmente ignorato delle varietà discorsive, differenze e particolarità della lingua che vi si parla. I contenuti: Matrici culturali di questo racconto seriale tv (Jesús Martín Barbero 1999);Tradizione melodrammatica e permeabilità all’attualità delle telenovelas latinoamericane; Classificazione della telenovela in tn primitiva/classica, tn moderna e tn postmoderna (Oscar Steimberg 1997) e breve esemplificazione; Costruzione del racconto e varietà discorsive nella telenovela: partendo dalla nozione di “parlato-recitato” (Giovanni Nencioni 1976) e articolandola se ne traccerà la fisonomia nella tn, dove oscilla fra un modello di spagnolo standard di registro formale e un modello di parlato che imita il registro informale del discorso orale spontaneo non pianificato, in un movimento pendolare fra artificialità e quotidianità;Transnazionalizzazione del linguaggio ed evoluzione del genere negli ultimi anni per il ruolo assunto da Miami nellaproduzione e trasmissione di tali formati, con tendenza alla neutralizzazione dell’espressività culturale locale e predominio di un curioso tex-mex; Tradurre la telenovela; Il caso di “Yo soy Betty la fea” (Colombia) e le sue “sorelle”: “Yo soy Bea” (Spagna), “La fea más bella” (Messico) e “Ugly Betty” (USA). Bibliografia Buonanno, M. (2002), Le formule del racconto televisivo, Milano: Sansoni; Martín Barbero, J. / G. Rey (1999), Los ejercicios del ver, Barcelona: Gedisa; Melloni, A. (2004), Tra immagine e parola, ISLA Salerno: Oèdipus; “(2005), “Palabras, palabras, palabras…Formas de habla en la telenovela ”, deSignis 7-8: 41-51, Barcelona, Gedisa ; Nencioni, G. (1976), “Parlato-parlato, parlato-scritto, parlato-recitato”, Strumenti critici 29: 1-56; Steimberg, O. (1997), “Estilo contemporáneo y desarticulación narrativa. Nuevos presentes, nuevos pasados de la telenovela”, in Telenovela. Ficción popular y mutaciones culturales, E. Verón / L. Escudero Chauvel, eds., Barcelona
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05 - ADATTAMENTO E TECNOLOGIA APPLICATA Modulo B Adattamento dei dialoghi per il cinema Modulo C Traduzione e adattamento di elementi grafici nei testi filmici Il modulo si incentra sull'analisi e proposta di traduzione/adattamento di cartelli, titoli e altri elementi grafici in testi filmici (riviste/giornali, nomi di strade, marchi commerciali, insegne di negozi, ecc…), nonché di altri elementi iconici culturalmente specifici (loghi, istituzioni, oggetti d’arte, prodotti merceologici, ecc…). La prima parte verterà sul riconoscimento dei fenomeni in questione in un corpus di film originali con un’analisi dettagliata del testo audiovisivo nel suo complesso, in particolare degli aspetti della narrazione filmica e delle diverse componenti semiotiche che concorrono alla caratterizzazione dell’ambientazione, alla progressione della trama e alla connotazione dei personaggi. La seconda parte del modulo sarà focalizzata sullo studio dell’opportunità e fattibilità della trasposizione interlinguistica di tali elementi, con particolare riguardo alle diverse modalità che si offrono alla traduzione e alle varie strategie di traduzione possibili. Il modulo avrà pertanto una spiccata vocazione pratica e si porrà trasversalmente rispetto alle due principali modalità di traduzione audiovisiva, doppiaggio e sottotitolazione.
Goris O. 1993. “The question of French dubbing: towards a frame for systematic investigation”. Target, 5, 2:169-190. Paolinelli, M. & Di Fortunato, E. 2005. Tradurre per il doppiaggio. Hoepli, 51-78 (capitolo 2 “La pratica dell’adattamento”) Chaume, F. 2004. “Film studies and Translation Studies: two disciplines at stake in audiovisual translation”. In Gambier, Y. (ed) La traduction audiovisuelle, Meta, 49, 1, 12-24. Siti di riferimento: http://www.erudit.org/revue/meta/2004/v49/n1/index.html ____________________________________________________________________________
06 - TRADUZIONE PER IL TEATRO Modulo B Teoria e pratica della traduzione teatrale La docente affronterà l’analisi dei processi di traduzione e adattamento di opere teatrali con particolare riferimento alla traduzione di opere britanniche contemporanee. Si farà riferimento a specifici autori e ai partecipanti verrà richiesto di collaborare attivamente traducendo brani tratti dalle opere selezionate e/o commentando adattamenti scenici realizzati per la scena teatrale italiana. Bibliografia Aaltonen Sirkku. (2000). Time Sharing on Stage, Clevedon & Philadelphia: Multilingual Matters Bassnett, Susan, (1998). “Still Trapped in the labirynth”, in Constructing Cultures, (eds. S. Bassnett and A. Lefevere), Clevedon & Philadelphia: Multilingual Matters Modulo C Modulo D Soprattitoli per il palcoscenico Modulo E ____________________________________________________________________________
07 - SOTTOTITOLI Il modulo di teoria e pratica del sottotitolaggio si pone l’obiettivo di comprendere i meccanismi di elaborazione linguistica e tecnica dei sottotitoli in diversi contesti di fruizione, in particolare la televisione, il cinema e i film festival. Dopo una breve introduzione teorica, volta a fornire le conoscenze di base e una panoramica sull’attuale pratica del sottotitolaggio in Europa, si passerà alle esercitazioni partendo dalla critica e revisione di testi già sottotitolati. Si passerà poi alla produzione di sottotitoli in primo luogo intralinguistici (dall’inglese all’inglese) e in un secondo momento interlinguistici (dall’inglese all’italiano). Gli studenti saranno chiamati a esercitarsi su una grande varietà di testi audiovisivi, tenendo conto delle diverse condizioni di produzione dei sottotitoli che si applicano ai vari mezzi di trasmissione (televisione, canali satellitari, cinema, ecc.) ma anche considerando le possibili diverse modalità di fruizione dei testi stessi. Bibliografia M. Carroll (2004) “Subtitling: Changing Standards for the New Media?”, in Lisa XIII, 3:3, online at http://www.lisa.org/globalizationinsider/2004/09/subtitling_chan.html J. Diaz Cintas, A. Remael (forthcoming), Audiovisual Translation: Subtitling, Manchester, St Jerome, 2007. F. Karamitroglou (1998) “A Proposed Set of Subtitling Standards in Europe”, in Translation Journal, 2:2, online at http://www.accurapid.com/journal/04stndrd.htm Y. Gambier, H. Gottlieb, (Multi)media Translation: Concepts, Practices and Research, Amsterdam, John Benjamins, 2001. P. Orero, Topics in Audiovisual Translation, Amsterdam, John Benjamins, 2004. Modulo B Workshop di Sottotitolaggio The purpose of this workshop is to provide participants with the necessary SW tools and expertise to be able to create their own digital video clips, create their own synchronised subtitles and then overlay them, producing a final version of their work in either AVI or DVD format. The aim is to equip participants so that they can then work independently at perfecting their subtitling skills and have the necessary tools to present their work. All participants will receive a copy of the software used. Modulo C Sottotitoli per i film festival
CONTENUTI Modulo B Reaspeaking (real time subtitling) CONTENUTI Nel presente modulo di base verranno trattate norme e tecniche traduttive di doppiaggio a cui gli operatori di settore si attengono e fanno ricorso per realizzare i loro prodotti. Il percorso formativo metterà in evidenza i tratti caratteristici e le problematiche del settore dell’industria italiana che si distingue per tradizione centenaria e qualità. Attraverso la presentazione dei vari generi filmici e televisivi, verranno esposte le problematiche riguardanti la traduzione di elementi socio-culturali e lingua-specifici. Particolare attenzione verrà posta alla traduzione dell’umorismo in quanto rappresenta per il traduttore/adattatore uno degli ostacoli più difficili da affrontare per realizzare prodotti filmici/televisivi che devono essere adattati a contesti socio-culturali ed economici completamente diversi. Modulo B Il doppiaggio come metafora Modulo C Black humour La parte del modulo dedicata al black humour nella traduzione audiovisiva si propone di mettere a contatto gli studenti con un aspetto ancora poco studiato della trasposizione linguistico-culturale di testi filmici, ovvero quello riguardante la presenza di umorismo rivolto ad uno dei temi taboo per eccellenza nella cultura italiana, quello della morte. In considerazione della maggiore popolarità del genere nella cultura anglo-americana rispetto a quella italiana, si illustreranno esempi, tratti sia da opere cinematografiche che televisive, mirati ad analizzare il modo in cui il black humor viaggia a livello interculturale attraverso una modalità specifica di traduzione audiovisiva, il doppiaggio. Sia nel caso dei film sia delle serie televisive che verranno presi in considerazione, si cercherà di identificare i principali meccanismi del genere, allo scopo di fornire strumenti di analisi utili alla pratica della traduzione di questo tipo di testi audiovisivi. Il contenuto umoristico di alcuni testi presi ad esempio sarà analizzato sulla base dei suoi elementi visivi, linguistico-culturali e strettamente verbali. Nei casi in cui sia presente una rilevante componente verbale ci si concentrerà sull’osservazione della versione italiana doppiata e in particolare sulla resa degli elementi di umorismo nero. Particolare attenzione verrà dedicata ad aspetti come la manipolazione testuale tramite il doppiaggio e la possibile percezione di alcuni elementi specifici da parte del pubblico italiano. Modulo D Tradurre l'umorismo di Totò
Il presupposto dal quale parte questo breve modulo, dedicato all'umorismo basato su riferimenti culturali, è che lo humour, così come la traduzione, sono frutto della creatività umana e che se stimolata e disciplinata essa può dare risultati eccellenti. Alla luce di alcuni esempi di traduzione audiovisiva di scene umoristiche basate su riferimenti culturali specifici della cultura di partenza, il modulo si propone di analizzare l'efficacia di differenti strategie traduttive adottate ora nel doppiaggio e ora nel sottottotolaggio di prodotti filmici, ai fini di trasporre l'umorismo in una cultura diversa e per un pubblico diverso da quelli di partenza. Obiettivo del modulo è sensibilizzare i partecipanti alle problematiche traduttive legate alla trasposizione dell'umorismo di stampo culturale, stimolare la creatività nel processo traduttivo ed esplorare diverse possibilità a disposizione del sottotitolatore o del dialoghista per affrontare uno stesso problema traduttivo. Bibliografia D. Katan, Translating Cultures, Manchester, St. Jerome Publishing, 2004. Modulo F Tradurre in cucina Il cibo è indissolubilmente legato alla cultura che lo ha ideato, elaborato e prodotto, al territorio da cui si è originato, al clima che ne ha prodotto gli ingredienti e al contesto umano nel quale viene consumato; per tutte queste ragioni tradurre la descrizione di un piatto, una ricetta o un programma di cucina, non significa mai solamente tradurre un testo, ma soprattutto un contesto. Il corso si servirà di alcuni esempi tratti da programmi di cucina sottotitolati o con vooice-over per illustrare alcune delle problematiche legate alla traduzione di questo genere televisivo che sta rapidamente cambiando il nostro modo di intendere la cucina in TV, il nostro modo di cucinare e anche il nostro modo di divertirci. Bibliografia D.Chairo (2007) "A Question of taste: Translating the Flavour of Italy" in g.Garzone & Cornelia Ilie (eds.) The Use of English in Institutional and Business Settings, Bern, Peter Lang AG, 2007. Modulo G Sottotitolaggio dell'umorismo Nel modulo sottotitolaggio dell’umorismo verranno analizzati i seguenti argomenti: Strategie normalmente utilizzate nella trasposizione per il piccolo schermo di prodotti umoristici; percezione dell’umorismo sottotitolato mediante la presentazione di uno studio basato sulla percezione della sitcom anglo-irlandese Father Ted; problematiche legate al sottotitolaggio in italiano di una puntata di Father Ted; proposte di sottotitolaggio di parti di dialogo contenenti elementi che presentano un elevato grado di difficoltà nella trasposizione verso l’italiano. Bibliografia Antonini, R. (2005) ‘The perception of subtitled humour in Italy: An empirical study’. In Delia Chiaro (ed.) Humor, Special Edition Humor and Translation, 18, 2, Berlin: Mouton de Gruyter, 209-225. Antonini, Rachele Chiara Bucaria e Alessandra Senzani (2003) ‘It’s a Priest Thing, You Wouldn’t Understand: Father Ted Goes to Italy’. ANTARES, Special Issue Humour, 26-30. Antonini, Rachele e Delia Chiaro (2005) ‘The Quality of Dubbed Television Programmes in Italy: The experimental design of an empirical study’. In Albertazzi Silvia, Bondi Marina, Buonanno Giovanna, Maxwell Nick, Pelliconi Claudia, Silver Marc (eds) Cross-Cultural Encounters: New Languages, New Sciences, New Literatures. Roma: Officina Edizioni. Bucaria, Chiara (2005). “The Perception of Humour in Dubbing vs Subtitling: The Case of Six Feet Under”. ESP Across Cultures 2: 34-46. Chiaro, Delia (2007) ‘The Effect of Translation on Humour Response: the case of dubbed comedy in Italy’ Yves Gambier and Miriam Schlesinger (eds.) Translation Studies: doubts and directions.Amsterdam: John Benjamins,138-152. Chiaro, Delia (2006) ‘Verbally Expressed Humour on Screen : translation, reception and perception’ Jorge Dìaz-Cintas, Pilar Orero e Aline Ramael (eds.) JoSTrans, 6: I. Chiaro, Delia (2006) ‘The Wisecracking Dame: An overview of the representation of Verbally Expressed Humour produced by women on screen’MediAzioni : Rivista online di studi interdisciplinari su lingue e culture / Online Journal of Interdisciplinary Studies in Languages and Cultures. Pratt, Alan. 1993. Black Humor. Critical Essays. New York: Garland. Modulo H Il doppiaggio dei cartoni animati Il modulo dedicato alla traduzione dell'animazione proporrà, in primo luogo, un viaggio attraverso la realizzazione dei testi audiovisivi animati, rivolgendo particolare attenzione alle modalità di scrittura per pubblici diversi e contesti di fruizione diversi (cinema e televisione). Dalla scrittura di copioni per cartoni e prodotti animati in genere alla traduzione il passo sarà breve e portera' all'individuazione di alcune peculiarità che rendono del tutto unica l'esperienza del tradurre l'animazione. Il seminario prevede anche una consistente parte pratica, durante la quale gli studenti saranno chiamati a tradurre canzoni, gags, esclamazioni e altri elementi che rendono unica, creativa e stimolante la traduzione dell'universo animato. Bibliografia P. Blair (1994) Cartoon Animation, Los Angeles, Walter Foster. E. Di Giovanni (2007) “Disney Films: Reflections of the Other and the Self”, in Intercultural Communication, numero speciale di Culture, Language and Representation, Vol. 4. M. Furniss (1998): Art in Motion. Animation Aesthetics, Sidney, John Libbey. G. Scott (2003) How to Write for Animation, Overlook Press. A. Tortoriello (2006) ‘Funny and Educational across Cultures: subtitling Winnie the Pooh into Italian’, JosTrans, Vol. 6., curata da J. Dìaz Cintaz, P. Orero e A. Remael, online all’indirizzo http://www.jostrans.org/issue06/issue06_toc.php.
CONTENUTI Modulo B Traduzione e localizzazione di siti web Modulo C Traduzione e localizzazione di videogiochi Il modulo è inteso come seminario introduttivo al corso di traduzione e localizzazione di videogiochi e di applicazioni entertainment, programmi software e siti web e si articola in due parti. Nella prima parte verrà presentato il settore della localizzazione di videogiochi e verranno illustrate tutte le fasi di vita di un progetto di traduzione, dagli aspetti linguistici e terminologici coinvolti nella localizzazione di un videogioco, alle fasi di traduzione di diverse tipologie di testo, per accennare poi al doppiaggio o sottotitolaggio. La seconda parte prevede una esercitazione pratica su diverse tipologie di testi che compongono i videogioci. Scopo del seminario nel suo insieme, è dare la più ampia visibilità possibile a tutti gli aspetti correlati alla traduzione di un videogioco, analizzando sia le competenze necessarie per il lavoro da freelance, sia quelle più specializzate delle figure interne ad una azienda di localizzazione. Bibliografia Non sono previsti libri di testo, ma esercitazioni, dispense e materiale interattivo. Modulo D Workshop di traduzione e localizzazione di videogiochi Modulo E Traduzione ed e-books Modulo F Traduzione per la telefonia ___________________________________________________________________________ W1 - FRANCESE CONTENUTI ___________________________________________________________________________ W2 - SPAGNOLO CONTENUTI Uno degli aspetti che, come dichiarato spesso dallo stesso regista, più hanno da sempre interessato Pedro Almodóvar è il mondo della pubblicità. In tutta la sua filmografia si trovano dei frammenti di annunci pubblicitari veri o presunti tali, ma il più delle volte il regista spagnolo ne "inventa" dei nuovi che si riferiscono a fenomeni sociali del momento con lo scopo di capovolgere il reale facendolo diventare grottesco puntando sull'ambiguità frequente in questo tipo di testo. Nel caso specifico del workshop si analizzeranno i sottotitoli italiani degli annunci pubblicitari trovati nell'opera prima di Almodóvar: Pepi, Luci y Bom y otras chicas del montón (1080). Partendo da un'analisi dei registri linguistici si cercherà di identificare se la traduzione italiana si sia adeguata all'originale dal punto di vista culturale, semantico e pragmatico. Bibliografia Agost, R. (1999). Traducción y doblaje: palabras voces e imágenes. Barcelona: Ariel. Briz, A. (2000). El español coloquial en la conversación. Esbozo de pragmagramática. Barcelona: Ariel. Cascón Martín, E. (2000). Español coloquial. Rasgos, formas y fraseología de la lengua diaria. Madrid: Edinumen. Chaume, F., Agost, R. (2001). La traducción en los medios audiovisuales. Castellón: Universitat Jaume I. Cortés Rodríguez, L. (1991): Sobre conectores, expletivos y muletillas en el español hablado. Málaga: Ágora. Hatim, B., Mason, I. (1995). Teoría de la traducción. Una aproximación al discurso. Barcelona: Ariel. Valdés, C. (2001). "Extranjerización y adaptación en la traducción de espots publicitarios". F. Chaume, R. Agost. La traducción en los medios audiovisuales. 183-192. Modulo B Traduzione del turpiloquio Obiettivo di questa parte del seminario di spagnolo è riflettere sulla traduzione del turpiloquio e del linguaggio allusivo al sesso, in particolare nei film di Antonio de Curtis, in arte Totò. Parliamo di una filmografia molto estesa (98 film tra il 1937 e il 1968) quasi la metà della quale (ben 44 film) è stata tradotta in spagnolo (per la Spagna e l'America Latina). Ora, è ben nota la particolare espressività del comico italiano che usava una lingua tutta sua, dove mescolava i registri, le lingue e i dialetti. Ci è sembrato interessante riflettere sulla traduzione del turpiloquio e dei riferimenti allusivi al sesso perché molti di questi film sono usciti in tempo di censura, sia in Italia che in Spagna, costringendo Totò a particolari malabarismi linguistici per poter dire quello che vuole dire (dai diversi eufemismi per cazzo, 'cacchio, cacio, incassi' alle numerosissime allusioni sessuali più o meno dirette –e quasi infantili– come pisello, pomiciare, alle deformazioni censurate, come capello di donna per pelo). Tra l'altro ancora oggi in Italia vige un codice morale piuttosto restrittivo per quanto riguarda l'uso di forme cosiddette volgari, arrivando ad impedire l'uso del turpiloquio nei film proiettati in prima serata TV. In Spagna invece oggi la TV e il cinema cercano in tutti i modi di riprodurre il linguaggio parlato dalla gente comune. Dopo una breve analisi delle strategie di traduzione dell'epoca in cui sono usciti i film selezionati, si cercherà di proporre nuove soluzioni che tengano conto delle attuali aspettative degli spettatori spagnoli. Bibliografia Carreras i Goicoechea, Maria 2007.“Sottotitolaggio vs. doppiaggio: Totò in catalano e in spagnolo”, in Rivista Italiana di Linguistica Applicata (volume monografico sulla traduzione a cura di Annalisa Baicchi). Rossi, Fabio 2002. La lingua in gioco, Roma, Bulzoni. Cap. IV (“E ci si pulisca il culo!”: il turpiloquio), pp. 85-86 e cap. V (“Come si dice quella parola? Ah/ pomiciare: il sesso), pp. 87-89. Pinto, Raffaele 2003. “«Non capisco un cacio»: l’autonomia del significante come principio di attraversamento babelico delle lingue” in Aronica, Daniela et al., eds., Totò linguaggi e maschere del comico. Atti del Convegno Internazionale di Barcellona (24-26 ottobre 2002). Napoli, Carocci: pp.136-143. Modulo C Aquí no hay quien viva: la difficile sfida del doppiaggio in italiano della serie tv ambientata nel condominio più famoso di Spagna Aquí no hay quien viva è stata la serie televisiva di maggiore successo in Spagna negli ultimi anni. Trasmessa da Antena 3 tra il 2003 e il 2006, per un totale di 90 puntate, racconta le esilaranti vicende degli abitanti di un condominio di Madrid, microcosmo della società spagnola contemporanea. Anche dal punto di vista linguistico la serie risulta estremamente interessante per l’impiego di un linguaggio fortemente ironico e ricco di sfumature che spesso attinge dal registro colloquiale. Proprio per questa marcata connotazione linguistica e culturale, la serie può divenire un ottimo strumento a livello didattico. Nel caso specifico del workshop, dopo un’attenta analisi delle caratteristiche del linguaggio colloquiale presenti nel copione (strategie sintattiche, lessico-semantiche, foniche, contestuali, fraseologia, creazione lessicale, formule di trattamento, interiezioni, allocutivi, vocativi, ecc.), si cercherà di definire una metodologia traduttiva volta alla realizzazione di un doppiaggio che tenti di riprodurre il più possibile la ricchezza espressiva dell’originale. Si tratterà, quindi, di un esperimento in cui verranno messe alla prova le potenzialità della lingua italiana colloquiale. Oltre all’aspetto linguistico, verranno esaminati anche gli aspetti culturali e le problematiche traduttive che questi comportano. Bibliografia Agost, R. (1999). Traducción y doblaje: palabras voves e imágenes. Barcelona: Ariel. Briz, A. (1996). El español coloquial: situación y uso. Madrid: Arcolibros. Briz, A. (2000). El español coloquial en la conversación. Madrid: Ariel. Cascón Martín, E. (2000). Español coloquial. Rasgos, formas y fraseología de la lengfua diaria. Madrid: Edinumen. Chaume, F., Agost, R. (2001). La traducción en los medios audiovisuales. Castellón: Universitat Jaume I. Cortés Rodríguez, L. (1991): Sobre conectores, expletivos y muletillas en el español hablado, Málaga, Ágora. Modulo D La traduzione delle interiezioni Obiettivo generale del seminario sarà sottoporre all’attenzione degli studenti problematiche relative alla traduzione audiovisiva (con particolare riguardo per la modalità del doppiaggio) per la combinazione linguistica spagnolo-italiano. In modo particolare, al centro della riflessione si porrà la questione della traduzione delle interiezioni tra due lingue affini, con lo scopo di verificare quanto la pratica traduttiva audiovisiva tenda a considerare marginali, se non addirittura trascurare,queste categorie estremamente importanti nella comunicazione reale e, di riflesso, nella comunicazione simulata. La loro natura intrinsecamente pragmatico-comunicativa fa delle interiezioni un oggetto di studio di sicuro interesse nell’ambito della traduzione audiovisiva, specie se considerato nell’ottica della traduzione di registri colloquiali e socioletti giovanili, spesso caratteristici di certo cinema spagnolo. Seguendo questa linea, dopo una breve introduzione teorica sulla categoria grammaticale e pragmatica “interiezione” e sui suoi problemi traduttivi (legati soprattutto alla situazione comunicativa rappresentata e al linguaggio non-verbale), il seminario sarà essenzialmente pratico: gli studenti avranno l’occasione di esercitarsi sulla traduzione in italiano delle interiezioni, lavorando su brani originali tratti da film spagnoli recenti, e di verificare, in seguito, il tipo di strategia traduttiva applicata dagli adattatori-dialoghisti curatori della versione doppiata in italiano. Bibliografia Chaume, F. (2004). Cine y traducción. Madrid: Cátedra. (Capitoli 6 e 7) Cuenca, M. J. (2002). “Translating interjections for dubbing”, in Studies in Contrastive Linguistics. Proceeding of the 2nd International Contrastive Linguistics Conference. Santiago de Compostela: Servicio de Publicacións e Intercambio Científico, Universidade de Santiago de Compostela, 299-310. Cuenca, M. J. (2006). “Interjections and pragmatic errors in dubbing”, in Meta. Journal des traducteurs, vol. 51, n. 1, 20-35. ___________________________________________________________________________ W3 - TEDESCO CONTENUTI Il lavoro del traduttore è un lavoro che spesso si svolge nell’ombra: ancora più nell’ombra è il lavoro del traduttore di liste dialoghi. Obiettivo di questo corso è dunque gettare luce – per quanto possibile – su questa figura professionale che lavora a fianco dell’adattatore. Non sempre infatti chi cura la versione italiana di un film dispone delle competenze linguistiche necessarie per comprendere appieno l’opera nella sua lingua di partenza, e deve quindi avvalersi della collaborazione di un traduttore, che preparerà per lui dunque una versione italiana che potrà essere definita come una sorta di traduzione “intermedia”. In questo corso si affronterà dunque concretamente cosa sia una tale traduzione “intermedia”, gli studenti avranno modo di esercitarsi affrontando alcuni brani di diversi film in lingua tedesca di recente produzione. Ciascuno di tali film, inoltre, permetterà di sottolineare alcune delle difficoltà / sfide che il traduttore di liste dialoghi deve affrontare nel suo lavoro, e che comprendono – a titolo di esempio – la capacità di documentarsi su fatti di cronaca effettivamente accaduti e trattati nell’ambito della docufiction, o la difficoltà che la lingua tedesca – nello specifico – pone nella resa in italiano. Bibliografia BRÄUTIGAM, T. (2001). Lexikon der Film und Fernsehsynchronisation. Berlin: Schwarzkopf und Schwarzkopf. GAMBIER, YVES, HENRIK GOTTLIEB (2001). "Multimedia, Multilingua: Multiple Challenges". (Multi)media translation: concepts, practices, and research. Yves Gambier, Henrik Gottlieb eds. John Benjamins, Amsterdam, Philadelphia, pp. viii - xx. HEISS, CHRISTINE (2004). Dubbing Multilingual Films: A New Challenge? META, Vol. 49, N. 1, pp. 208 – 220. HEISS, CHRISTINE (2001). " 'Written to be spoken'. Zur Rolle der MPn in originalsprachlichen und synchronisierten Filmdialogen." Modalità e substandard,a cura di Wilma Heinrich e Christine Heiss. Bologna, CLUEB, pp. 261 - 286. HEISS, CHRISTINE, LISA LEPORATI (2000a): “Non è che ci mettiamo a fare i difficili, eh?- Traduttori e dialoghisti alle prese con il regioletto”. La traduzione multimediale: quale testo per quale traduzione, a cura di R.M. Bollettieri Bosinelli, Christine Heiss, Marcello Soffritti e Silvia Bernardini. Bologna, CLUEB, pp. 43 - 66. HEISS, CHRISTINE (2000b). "Quanto è tedescoMimi Metallurgico. Qualità e strategie di doppiaggio in alcuni esempi di commedia all'italiana." Tradurre il cinema, a cura di Christopher Taylor. Trieste: Dipartimento di Scienze del linguaggio dell' interpretazione e della traduzione, p. 59 - 73. http://citam01.lingue.unibo.it/intralinea. HEISS, CHRISTINE (1996): “Die commedia all’italiana auf deutsch: kultureller Transfer und sprachliche Anpassung.” In: Traduzione multimediale per il cinema, la televisione e la scena, a cura di Christine Heiss e Rosa Maria Bollettieri Bosinelli, pp. 169 - 184. HEISS, CHRISTINE (2000a): La traduzione filmica come pratica didattica. In: La traduzione multimediale. Quale traduzione per quale testo? A cura di R.M.B. Bosinelli, C. Heiss. M. Soffritti. S. Bernardini. Bologna, CLUEB, pp. 183 – 198 HERBST, THOMAS (1994). Linguistische Aspekte der Synchronisation von Fernsehserien. Tübingen, Niemeyer. HERBST, THOMAS (1996)."Why dubbing is impossible". Traduzione Multimediale per il cinema, la televisione e la scena, a cura di Christine Heiss e Rosa Maria Bollettieri Bosinelli, Bologna, CLUEB pp. 99 - 116. HERBST, THOMAS (2003). "Müssen frühe Vögel Würmer fangen?", Schnitt. Das Filmmagazin 29, pp. 24-27. HERBST, THOMAS (2002). "Film translation – dubbing". In: Joachim-Felix Leonhard/Hans-Werner Ludwig/Dietrich Schwarze/Erich Straßner (Hrsg.): Medienwissenschaft. Ein Handbuch zur Entwicklung der Medien und Kommunikationsformen, 3. Teilband, Berlin/New York, Walter de Gruyter. NADIANI, GIOVANNI (1996). “Di alcuni segnali discorsivi nell’analisi contrastiva dei dialoghi in italiano e in tedesco del film La stazione. In: Traduzione multimediale per il cinema, la televisione e la scena, a cura di Christine Heiss e Rosa Maria Bollettieri Bosinelli, pp. 185 - 194. NADIANI GIOVANNI/ CHRISTINE HEISS : “Repertorio bibliografico”. http://www.intralinea.it/biblio/ita_more.php?id=217_0_7_0_C ___________________________________________________________________________ W4 - RUSSO CONTENUTI 1) “Verso, il russo”. Il seminario prevede una parte introduttiva dedicata alla storia della traduzione filmica in Russia, dalla censura pragmatica e ideologica del voice over, all’utilizzo del sottotitolaggio, alla nascita di una tradizione autonoma di doppiaggio. 2) “Dalla letteratura, al film, alla letteratura: traduttori di quali autori?”. La parte centrale del modulo propone una riflessione sui diversi statuti del testo letterario nella trasposizione filmica e sulle diverse strategie traduttive di un loro possibile sottotitolaggio, sulla base di esempi della produzione cinematografica e televisiva russa recente: – Moskva, regia di A. Zeldovich, 2000 – Russkoe, regia di A. Veledinskij, 2005 – Master i Margarita, regia di Vl. Bortko (serial TV, 5 DVD), 2005 3) “Cappuccetto rosso trionferà”. Un’ulteriore sezione è dedicata all’approfondimento del problema dei realia culturali e a riflessioni metodologiche sulla traduzione delle canzoni, sull’esempio di Seryj volk end Krasnaja Shapochka di G. Bardin (1990), rivisitazione musicale in chiave post-sovietica della fiaba di Perrault. 4) “Mosca non crede ancora, alle lacrime?”. La parte conclusiva è dedicata infine a una riflessione su una possibile ritraduzione dei classici della cinematografia sovietica in un contesto socio-ideologico internazionale radicalmente trasformato, sulla base dell’antologico Moskva slezam ne verit’ (regia Vl. Menshov, 1981). Bibliografia Bussi, G.E.; Salmon Kovarski, L. (a cura di): Letteratura e cinema. La trasposizione, Bologna, CLUEB, 1996. Limonov, E.: Russkoe, Moskva, Ad Marginem, 2005. Sorokin, Vl.: Moskva. Kinoscenarij, Moskva, Ad Marginem, 1999. ___________________________________________________________________________ W5 - ADATTAMENTO DEL DIALOGO PER IL DOPPIAGGIO Docenti responsabili Mario Paolinelli e Eleonora Di Fortunato CONTENUTI |
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